Oggetti smarriti #22 - Louis Armstrong - Hot Five & Hot Seven sessions (Columbia)

29.05.2014 01:01

Se qualcuno mi chiedesse di definirgli cosa sia lo swing, probabilmente più che alle mie capacità oratorie limitate ricorrerei all'ascolto di qualche pezzo musicale, e probabilmente sceglierei “Potato head blues”, registrazione di Louis Armstrong del 1927. In particolare, il suo secondo assolo, poco prima della fine del pezzo, comunica meglio di qualsiasi parola il senso di una musica che, senza accompagnamento, fa venire un'indescrivibile voglia di ballare... Le registrazioni di questi anni di Louis Armstrong, con i gruppi denominati Hot Five e Hot Seven, non sono solo le sue migliori, e neanche solo capolavori riconosciuti della musica jazz di ogni epoca, ma musica fra le migliori del secolo scorso, aldilà delle distinzioni di genere. Ascoltate in particolare gli Hot Five con Earl Hines al piano, in registrazioni piene di pathos quali “St.James Infirmary” o “Tight like this”, o in melodie immortali quali “Basin Street blues”. Armstrong è impeccabilmente comunicativo, nulla di più e nulla di meno del necessario, con il gruppo che lo segue improvvisando magistralmente sullo sfondo e definendo i canoni di quello che sarà conosciuto come jazz. Se volete qualcosa di Louis Armstrong cercate soprattutto queste registrazioni, datate fra il 1925 e il 1928. La qualità sonora non è ovviamente impeccabile, ma quella musicale è insuperabile. Ogni volta che ascolto “Potato head blues”, tra l'altro, mi viene in mente una delle ultime scene di Manhattan di Woody Allen, dove il regista mette l'assolo di Armstrong di questa canzone fra le cose per cui vale la pena vivere, assieme alle pere e mele di Cezanne, Marlon Brando, Grocuho Marx, Flaubert e, naturalmente, il viso di Tracy, la ragazza che ama...

Contatti

Pillole Musicali di Stefano Minola stefabi@hotmail.it