A fine anni '80 Robbie Robertson ha una credibilità artistica fuori discussione, legata soprattutto all'aver guidato il gruppo, The Band, che ha contribuito a codificare, fin dagli anni '60, il classico suono rock americano (loro, come Neil Young, canadesi...). Per il suo esordio solista, si affida alla produzione di Daniel Lanois, che gli porta in studio, oltre a perizia e gusto musicali, alcuni artisti ai tempi sotto la sua “ala produttrice”, come Peter Gabriel e gli U2 al completo (manca solo Bob Dylan, che sarebbe stato il più appropriato se si tiene conto del passato di fruttuosa collaborazione fra lui e The Band). Ne viene fuori un disco fatto di canzoni affascinanti e suoni coinvolgenti, che in ogni discografia che si rispetti dovrebbe stare al fianco almeno di altri due dischi del chitarrista canadese, il successivo “Storyville” (dedicato ovviamente a New Orleans e alla sua musica) e “Music for the Native Americans” contaminato con temi, suoni e artisti della tradizione degli Indiani d'America ed esempio di reale world music.